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venerdì 1 agosto 2014

preCanada - troppe emozioni per un giorno solo

Come si fa a salutare un amico se non esistono le parole giuste per farlo?, dove le trovi?, come fai a fargli capire quanto e' importante per te?

Ho passato le ultime serate a bere con gli amici piu' o meno a turno, ciascuno meritava la sua birra, il suo bicchiere di vino, ciascuno doveva (deve: mancano ancora i quattro piu' importanti cui riservo l'ultima notte) essere abbracciato, ciascuno in modo diverso. Pure la barista della mensa si e' presa il suo abbraccio dopo avermi preparato l'ultimo caffe'.

Il mio spacciatore (di musica ov cors) si e' guadagnato un trattamento speciale e ieri ho passato la giornata con lui. E' cosi' riduttivo parlare di lui come "il mio spacciatore"... ho provato in piu' di qualche situazione a descrivere il nostro legame ma non mi e' mai riuscito: non c'e' una parola che possa andar bene, forse dieci anni di racconti potrebbero rendere un quarto dell'idea, ma infondo non c'e' una sola persona al mondo che potrebbe davvero capire e a me non va di spiegarlo: e' bello anche perche' e' solo nostro.

Poi mia sorella mi ha detto di una cena a casa di un amico storico delle superiori; troppo romantico per non fare almeno un salto: suonavamo assieme, lui era il batterista, il bassista vive a Nantes da due anni ma questo mese (casualmente) era a Roma e ci ho bevuto assieme mercoledi'.
Bello, troppo bello vedere quei due debosciati prima di partire. "Facevamo cra-cra, e' passata meta' della nostra vita, adesso siamo due uomini e una donna che affrontano il mondo a testa alta": dirsi queste cose mentre ci si abbraccia e saluta ha un che di poetico.

...e chiudere la giornata davanti a Tesio che suona e' stato un gran bel penultimo atto.

lunedì 28 luglio 2014

Reality - Scene da un matrimonio

Le tradizioni sono un qualcosa di misterioso e squisitamente affascinante.

Questo fine-settimana sono stata al matrimonio di un carissimo amico, un compagno di studi dell'universita', quello che sarebbe stato la mia anima gemella matematica se le nostre strade non si fossero inesorabilmente separate al terzo anno (indirizzi diversi... capita...) ma vabbeh.

Il rito si e' svolto in un paesino campano in provincia di Avellino, i festeggiamenti in un albergo poco distante e giuro, sembrava di essere dentro la scena iniziale dell'ultima fatica di Matteo Garrone: parlando con alcuni degli altri invitati ho scoperto che piu' di qualcuno ha avuto la stessa identica sensazione. E la cosa mi ha inevitabilmente colpita.

La fontana davanti cui fare le foto di famiglia, il duo di "musicisti" (lo so, quelle virgolette sono snob oltre ogni dire, ma proprio non riesco ad evitarle) casinisti che cercano di coinvolgere gli invitati a battere le mani e cantare in coro, un invitato che, tra una portata e l'altra, prende in mano il microfono, si inginocchia davanti alla fidanzata e le propone di sposarlo, lei in lacrime che accetta e tutti si mettono a cantare "Ti amo" di Umberto Tozzi (giuro!, che poi nella mia infinita ignoranza ho appena letto il testo e ho capito quanto fosse fuori luogo), i balli di gruppo latinoamericani, la discoteca dopo il dolce. C'era proprio tutto: mancava solo la star del Grande Fratello e poi avremmo fatto l'en plein.

La sensazione di essere stata dentro un film iper-realista non mi ha abbandonata fino a questa mattina, abbastanza dopo il risveglio, quando ormai gli ultimi residui (piu' o meno alcolici) della festa mi avevano lasciata e ho avuto il tempo di ripensare al tutto con lucidita'.

C'e' una incredibile tenerezza in tutto questo, un modo di esserci, di festeggiarsi, di farsi sentire; una sensazione simile a quella che mi lasciava l'osservare da fuori le sceneggiate napoletane (letteralmente) da finestra a finestra o il tizio che fischiava sul pianerottolo davanti casa a Forcella.

Un paio d'anni fa avevo letto un libro in cui si raccontava Napoli vista dagli occhi di uno straniero che si trovi a viverla: mi aveva impressionato quanto fosse essenzialmente la stessa citta' che vedevo io quando lavoravo li'. Ecco, adesso posso dire che Garrone, da romano, ha raccontato un matrimonio campano usando un linguaggio molto simile a quello che avrei usato io.

Con un'unica differenza cruciale: da dentro e' molto piu' divertente, coinvolgente, emozionante.
Sara' perche' era il mio amico, sara' perche' ero circondata da amici e belle persone, sara' perche' vivere le cose e' sempre piu' bello che vederle da fuori. Garrone usa una lucida freddezza distaccata: io ho ballato con amici ed estranei, riempiendomi il cuore di tutto questo esuberante affetto scomposto che (gia' lo so) mi manchera' da morire una volta raggiunta l'altra parte del mondo.

giovedì 26 giugno 2014

preCanada - Il biglietto

Inauguro oggi una nuova rubrica di durata necessariamente temporanea. Perche' mai?, mah... forse per godermi il momento fino infondo.

Ho appena comprato il biglietto.

L'idea di stare (almeno) due anni dall'altra parte dell'oceano fa una certa impressione.
Questo e' forse il momento in cui sento maggiormente cio' che sta per succedere: prima era troppo presto per preoccuparsene, dopo saro' sovrastata dalla nuova vita e smettero' di farlo.
Non riesco ad averne veramente paura, ormai mi conosco abbastanza da sapere che andra' tutto bene, eppure ho un po' di ansietta... ma e' normale, no?

Questa citta' mi ha regalato la primavera piu' bella da che mi ricordi e gliene sono profondamente grata: non esiste niente comparabile al colore del cielo di Roma in primavera,


e gli odori dei fiori, e le campane che suonano...

Una volta qualcuno mi ha detto che Roma e' stronza perche' ti fa sudare, ti fa correre, vuole essere conquistata, e tu sei li' che corri, la rincorri, solo per quei cinque minuti di poesia che ti regala ogni tanto... ma accidenti se ne vale la pena!, e del resto si sa che ci innamoriamo sempre e solo degli stronzi...

Mi manchera'.
Mi manchera' la mozzarella.
Mi manchera' la pizza.
Mi manchera' il barista sotto casa che mi prende in giro perche' mangio due cornetti a colazione.
Mi manchera' il vino.
Mi manchera' il rumore del Tevere.
Mi mancheranno i suppli' (dio, questo e' un vero colpo al cuore...).

Mi manchera' tutto questo, ma il futuro e' talmente luminoso da eccitarmi.



















































...eppoi a Toronto fanno dei gran bei concerti!