Visualizzazione post con etichetta dall'Italia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dall'Italia. Mostra tutti i post

domenica 7 dicembre 2014

Suggerimento

E va bene, a testa in giu' era difficile da capire: cosi' va un po' meglio?




(...certo che mi mancavano Polly e Mina: poter mettere finalmente le mani su una chitarra - intendo una che io possa suonare davvero - dopo quattro mesi da la sensazione di un lusso sfrenato, anche se mi ritrovo orrendamente arrugginita...)

domenica 30 novembre 2014

Back Rome

...e devo dire che fa uno strano effetto essere qui, anche se per poche ore...


lunedì 28 luglio 2014

Reality - Scene da un matrimonio

Le tradizioni sono un qualcosa di misterioso e squisitamente affascinante.

Questo fine-settimana sono stata al matrimonio di un carissimo amico, un compagno di studi dell'universita', quello che sarebbe stato la mia anima gemella matematica se le nostre strade non si fossero inesorabilmente separate al terzo anno (indirizzi diversi... capita...) ma vabbeh.

Il rito si e' svolto in un paesino campano in provincia di Avellino, i festeggiamenti in un albergo poco distante e giuro, sembrava di essere dentro la scena iniziale dell'ultima fatica di Matteo Garrone: parlando con alcuni degli altri invitati ho scoperto che piu' di qualcuno ha avuto la stessa identica sensazione. E la cosa mi ha inevitabilmente colpita.

La fontana davanti cui fare le foto di famiglia, il duo di "musicisti" (lo so, quelle virgolette sono snob oltre ogni dire, ma proprio non riesco ad evitarle) casinisti che cercano di coinvolgere gli invitati a battere le mani e cantare in coro, un invitato che, tra una portata e l'altra, prende in mano il microfono, si inginocchia davanti alla fidanzata e le propone di sposarlo, lei in lacrime che accetta e tutti si mettono a cantare "Ti amo" di Umberto Tozzi (giuro!, che poi nella mia infinita ignoranza ho appena letto il testo e ho capito quanto fosse fuori luogo), i balli di gruppo latinoamericani, la discoteca dopo il dolce. C'era proprio tutto: mancava solo la star del Grande Fratello e poi avremmo fatto l'en plein.

La sensazione di essere stata dentro un film iper-realista non mi ha abbandonata fino a questa mattina, abbastanza dopo il risveglio, quando ormai gli ultimi residui (piu' o meno alcolici) della festa mi avevano lasciata e ho avuto il tempo di ripensare al tutto con lucidita'.

C'e' una incredibile tenerezza in tutto questo, un modo di esserci, di festeggiarsi, di farsi sentire; una sensazione simile a quella che mi lasciava l'osservare da fuori le sceneggiate napoletane (letteralmente) da finestra a finestra o il tizio che fischiava sul pianerottolo davanti casa a Forcella.

Un paio d'anni fa avevo letto un libro in cui si raccontava Napoli vista dagli occhi di uno straniero che si trovi a viverla: mi aveva impressionato quanto fosse essenzialmente la stessa citta' che vedevo io quando lavoravo li'. Ecco, adesso posso dire che Garrone, da romano, ha raccontato un matrimonio campano usando un linguaggio molto simile a quello che avrei usato io.

Con un'unica differenza cruciale: da dentro e' molto piu' divertente, coinvolgente, emozionante.
Sara' perche' era il mio amico, sara' perche' ero circondata da amici e belle persone, sara' perche' vivere le cose e' sempre piu' bello che vederle da fuori. Garrone usa una lucida freddezza distaccata: io ho ballato con amici ed estranei, riempiendomi il cuore di tutto questo esuberante affetto scomposto che (gia' lo so) mi manchera' da morire una volta raggiunta l'altra parte del mondo.

sabato 14 giugno 2014

Er Bon Governo

Un bon governo, fijji, nun è cquello
Che vv'abbotta l'orecchie in zempiterno
De visscere pietose e ccor paterno:
Puro er lupo s'ammaschera da aggnello.

Nun ve fate confonne: un bon governo
Se sta zzitto e ssoccorre er poverello.
Er restante, fijjoli, è ttutt'orpello
Pe accecà ll'occhi e ccomparì a l'isterno.

Er vino a bbommercato, er pane grosso,
Li pesi ggiusti, le piggione bbasse,
Bbona la robba che pportàmo addosso...

Ecco cos'ha da fà un governo bbono;
E nnò ppiàggneve er morto, eppoi maggnasse
Quant'avete, e llassavve in abbandono.

G. Belli, 25 settembre 1836

martedì 11 marzo 2014

Carnevalone liberato 2014

Domenica 9 marzo, la prima domenica di quaresima, in quel di Poggio Mirteto (Ri) si celebra il Carnevalone liberato, ovvero la festa di liberazione dallo stato pontificio. Trattasi di una festa di piazza, comprensiva di stand per la vendita di cibi-e-vini a basso costo e mini-palchi allestiti per la musica dal vivo. Quasi tutti indossano maschere: lo spirito anti-clericale impone un carnevale di tutto rispetto proprio nel periodo in cui, secondo santa madre chiesa, si dovrebbe digiunare e far penitenza.

Ovviamente le premesse per far nascere il mio interesse ci sono tutte.
Non che io sia una fan delle feste di piazza o del carnevale (forse anni fa... eh signora mia, s'invecchia...), ma lo spirito goliardico quello si', e' cosa che mi appartiene, dunque mi armo di buona volonta' e vado a vedere quest'attrazione del centritalia di cui fino a poco fa ignoravo perfino l'esistenza.

La piazza e' gremita oltremodo, fatico molto a muovermi tra la folla; le persone con cui mi accompagno (un amico e suoi amici) sono visibilmente piu' a loro agio di me: cerco di mescolarmi ma non credo mi riesca molto bene. Un po' trovo difficile sentirmi a mio agio in mezzo alle situazioni caotiche, un po' la mia timidezza (in tanti non ci crederebbero ma e' vero: sono spaventosamente timida!, e' solo che lo maschero bene...) non aiuta. Piu' che altro mi guardo intorno, forse un po' disorientata, sicuramente incuriosita, a tratti divertita anche se non propriamente partecipe.

Infondo alla piazza una gigantesca napoletana di cartapesta, i faccioni di Berlusconi e Renzi alle due estremita', viene periodicamente fatta girare: mi avvicino e leggo la scritta "napolitana". Fosse solo questo, penso io, e inizio a infastidirmi debolmente: ma com'e' possibile che si stia ancora qui a discutere di Berlusconi? perche' la "sinistra di piazza" (no, non quella sedicente che sta in parlamento, che tutto e' fuorche' sinistra) non vede la scure sopra la propria testa? Sono davvero tutti cosi' addormentati?

Piu' avanti nella giornata mi fermo con il mio amico e i suoi amici a sentire il solito-gruppo-folk-da-festa-di-piazza, quello che proprio non puo' mancare in situazioni come questa.
E anche li': cantano "bella ciao" e subito dopo (o prima, non ricordo) "e Berlusconi lo vogliamo si', ma per appenderlo per i co****ni". Tutti che ridono, tutti che applaudono e inneggiano. La mia irritazione si accresce via e piu'. Mi tiene a galla un pensiero, un ricordo: Giolindo (lui si', uomo con una cultura e una sensibilita' paragonabili a pochi) che gridava a squarciagola

E tutti sono onesti
E tutti sono pari
E tutti hanno le palle
Democratico-popolari!

Ecco, si', li vedo, sono loro che ballano in piazza pensando di andar contro il potere. Li vedo e ho pieta' per loro, li vedo e non posso fare niente.

A sera, quando ormai e' buio, bruceranno la "napolitana" come simbolo di lotta al potere: un'amarezza profonda mi pervade.

sabato 18 gennaio 2014

Collegamenti

Lo so che di qui non ci passa nessuno, non importa. Google sapra' che esiste qualcuno che punta li' e ne aumentera' la visibilita', anche solo impercettibilmente: dobbiamo fare quello che possiamo.

Il mistero della sinistra scomparsa

venerdì 1 marzo 2013

Elezioni - Febbraio 2013

(ricevo e pubblico con un ghigno)




Insomma, mi sembra un buon risultato, tutti felici:

Grillo voleva vincere ed ha vinto;
Berlusconi non voleva perdere, e non ha perso;
Bersani non voleva vincere, e non ha vinto;
Monti voleva stare sulle palle a tutti, e c'e' riuscito.

Per una volta, ognuno ha avuto quello che voleva...


(...quattro mani, occhei, ma qui mi pare che son solo due...)